IL CASTIGO DI UNA PICCOLA VACCA – capitolo 2

- Va bene, rimango un'altra mezz'ora. Prendo un Moment e spero che mi passi... In effetti, gli ci sarebbero voluti almeno trenta minuti perchè facesse effetto e poi il farmaco avrebbe ostacolato una nuova erezione. Così saggiamente le ha leccato la fica per soddisfarla e se n'è finalmente andato. Ho aspettato che Bruno uscisse e prendesse l'ascensore, poi sono piombata nel suo ufficio come una furia,  Chi cazzo sei?  - Piccola vacca... sei tu che devi dirmi chi cazzo sei!   Si chiamava Jennifer ed era la ragazza più bella dell'agenzia di spedizioni. 25 anni, coscia lunga, ambiziosa e... Troia! Si scopava mio marito, il padre dei miei due figli, il fidanzato che avevo da quando NOI avevamo 25 anni! Voleva urlare, ma le ho dato un pugno in faccia e, mentre era a terra, l'ho legata e imbavagliata con del nastro adesivo per pacchi. Le ho osservato la giovane fica completamente rasata, inumidita e ancora molto calda. L'ho presa nel palmo e ho cominciato a massaggiarla col dito medio, superando le grandi labbra ancora divaricate, poi sono entrata con due dita. Era così facile, si vedeva che comunque le piaceva. Ha iniziato a tremare, a dimenarsi disperatamente, e il risultato è stato l'orgasmo. La ragazza scuoteva i fianchi come un cavallo imbizzarrito, spingeva il collo all'indietro e si appoggiava al tappeto, mugugnando contro il nastro adesivo che le copriva la bocca. Ero scomoda nell'evitare che facesse troppo rumore. Stavo compiendo grandi sforzi, stancandomi. Inoltre, tutto questa vendetta erotica e l'orgasmo di mio marito mi avevano profondamente demoralizzata. L'ho afferrata per i capelli e l'ho tirata all'indietro. - Brutta cagna... lascialo in pace... è sposato! E' spo-sa-toooo! Vedrai che d'ora in poi non avrai più bisogno del suo cazzo! L'ho trascinata su una sedia a pancia in giù, col culo nudo verso l'alto, ho slacciato la cinghia dei miei jeans, l'ho colpita senza pietà sulle chiappe fino a lasciarle delle vesciche rosse e lo ho liberato la bocca. - Basta! Farò tutto quello che vuoi, ti darò dei soldi, ma non colpirmi più... Brava Jennifer! Hai detto che farai tutto quello che chiedo se non ti picchio più. Io sono una donna buona e ti propongo un patto: se succederà ancora e non ubbidirai al mio ordine, saranno cazzi amari per te. Ma se ti comporti bene e starai lontano da mio marito, forse farai carriera e ti verrà aumentato lo stipendio... Ok? - Ok, ok... adesso slegami... ti prego... L'ho slegata e se n'andata piangendo... poverina. Però da quella sera Bruno ha ripreso a tornare a casa presto. FINE

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