LA MALATA IMMAGINARIA – parte 2

Dopo che ha eiaculato fino all'ultima goccia, sono corsa in bagno. Ero spaventata, avevo dimenticato di essere esattamente nel bel mezzo del periodo fertile. E non prendevo più la pillola da mesi!
Quando sono tornata, era seduto in cucina, col cazzo dritto, pronto per un'altra scopata più “resistente”. Ero confusa, piena di voglia... quel bel cazzo duro e svettante mi tentava da morire.
- No, Fabio no! Non possiamo. È stato un errore da parte di entrambi... Sono sposata e ho una figlia... anche tu hai una moglie... No... non può essere... 
- Hai ragione... non può essere! È stato uno sbaglio... 
Ma invece di ritirarsi, ha allungato di nuovo le sue mani sui miei fianchi, sulle mia natiche e sulle mie tette. Mi sono abbandonata ancora una volta a lui, ipnotizzata dal suo cazzo rigido che oscillava ritmicamente. Ho gridato: 
- No, Fabio... no! 
E invece mi sono messa a cagnolino per riceverlo da dietro.
- Ti dispiace se faccio qualche foto?
Ha detto lui cercando di convincermi a far sesso davanti alla videocamera del telefonino. L'idea mi eccitava, ma avevo paura che poi facesse vedere le immagini a qualcun'altro. Stava cercando di mettermi il cazzo sul buco del culo, però gliel'ho impedito.
- Hey! Sei proprio strana... non ti piace prenderlo in culo? 
- No, non mi piace farlo davanti a mille persone che possono vedermi su internet!
- Dicono tutte così poi, dopo due o tre bicchieri di vino si divertono anche loro. Se vuoi, possiamo usare una maschera o una calza sulla faccia...
- Sì, e poi magari rapiniamo una banca. Ma cosa ti salta in mente? Siamo due persone sposate!
Fabio ha chiuso gli occhi sorridendo, ha spento il cellulare, si è rivestito, e mi ha baciato sulla fronte.
Ero dispiaciuta, dopo un anno di astinenza sessuale, avevo ancora tanta voglia da sfogare e lui era il primo amante che avessi mai avuto. Si era risvegliata l'essenza della mia femminilità repressa. Mi sentivo finalmente libera, una donna moderna, pronta a ottenere ciò che vuole da chi vuole.
Mi piaceva molto quell'uomo. Sentivo la sua mano sulla spalla, che mi invitava a ripensarci. Sui pantaloni annusavo ancora l'odore di maschio adulto.
A telefonino spento, gli ho levato di nuovo pantaloni e mutande, ho lasciato che l'uccello mi entrasse in bocca, roteando la lingua in un modo molto piacevole per lui. Gli pizzicavo i coglioni mentre lo succhiavo e pensavo già al momento in cui avrebbe eiaculato, e il seme si sarebbe sparso sulle gengive, sui denti, la lingua, la gola. Amavo quegli istanti perchè lo avrei baciato subito dopo, costringendolo a leccare il suo stesso sperma come avevo fatto io.
Da quel giorno, vivo con la paura nel cuore. E se fossi rimasta incinta? Per sicurezza, la sera stessa ho eccitato mio marito con un pompino a tradimento e l'ho costretto a scoparmi. Così, in ogni caso, avrei una scusa. 

FINE

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